Blefaroplastica non invasiva

La blefaroplastica non invasiva risponde all’esigenza sempre maggiore di avere un risultato immediato associato ad una minore invasività, permettendo un ritorno alle normali attività quasi immediato.

Oltre alla classica riduzione dell’eccesso di cute dalla palpebra superiore permette un accorciamento della pelle in eccesso anche a livello perioculare esterno, con conseguente scomparsa delle rughe di espressione periorbitarie zigomatiche (zampe di gallina).

Questa tecnica  viene definita “dinamica” in quanto permette all’operatore di interagire con il paziente facendogli aprire e chiudere gli occhi, mettendo in evidenza le pliche di cute da trattare, dando progressivamente l’idea del risultato finale e “non ablativa” in quanto si effettua senza incidere, senza asportare cute in eccesso o grasso e senza modificare il muscolo orbicolare delle palpebre.

L’intervento si effettua mediante piccoli spot di 500 micron ciascuno che, effettuando un'evaporazione dello strato corneo provocano un accorciamento di fibra, con una tensione che produce un effetto lifting della zona palpebrale; sono effettuati con un plasma e distanziati tra loro per consentire, appena terminata la seduta, la perfetta plasticità del movimento palpebrale; ciascuno di questi spot, sublima i corneociti superficiali senza coinvolgere la lamina basale, senza causare sanguinamento e, cosa più importante, senza causare alcun danno necrotico ai tessuti circostanti e sottostanti.

Non si hanno cicatrici o asimmetrie, permanendo solo una leggera crosta, ed il colorito della parte trattata si normalizza nei giorni successivi; nel caso di un’area particolarmente estesa si avrà un edema che durerà circa tre giorni e per evitare questa evenienza, tutto sommato trascurabile rispetto ai vantaggi, è opportuno effettuare il trattamento in due o più sedute a cadenza bimestrale.

La durata è di circa 20 minuti; la paziente viene preparata mediante l'applicazione di un anestetico ad uso topico, coprendo la zona con pellicola per permettere allo stesso di agire al meglio, di conseguenza la sensazione potrà essere di leggero fastidio ma sarà compito del medico alternare le varie aree per ridurre al massimo l'ipersensibilità.

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